Biblioteca Classense / Sala Farini
Dal 4 maggio al 20 giugno
Orari di apertura:
lunedì 14-19
dal martedì al sabato 9-19
Nell’ambito di Quante storie nella storia – Settimana della didattica d’archivio 2026 la Biblioteca Classense dedica una mostra agli 80 anni della Repubblica.
L’esposizione Viva l’Italia, viva la Repubblica! racconta, attraverso i documenti dell’Archivio Storico Comunale e i quotidiani della Biblioteca Classense i giorni immediatamente precedenti e successivi al referendum del 2 giugno 1946 che sancì la vittoria della Repubblica e fu definita la vittoria del popolo “la più bella e la più splendida”, sorta dalle rovine e dalle ferite per ricostruire, sanare e redimere.
La mostra ha 5 sezioni attraverso le quali la storia si svolge. La prima è quella dedicata ai quotidiani locali delle federazioni ravennati dei partiti politici italiani che raccontano gli eventi di quei giorni e pubblicano i risultati delle elezioni. La seconda sezione mostra alcuni documenti conservati nel carteggio amministrativo del Comune di Ravenna con le disposizioni e i preparativi per le giornate di voto organizzate nei 66 seggi del territorio comunale.
La terza sezione è dedicata proprio alle donne e agli uomini impegnati nel lavoro ai seggi, coloro che resero possibile quelle elezioni con il loro umile, ma impegnativo ed indispensabile lavoro come scrutatori. Ci sono fra loro volti noti di ravennati come Santina Zaccagnini, sorella di Benigno o alcuni membri della famiglia Raccagni, parenti del mosaicista ravennate Paolo, il fratello e la sorella di Luciano Cavalcoli, consigliere comunale e presidente della Camera di Commercio di Ravenna per oltre vent’anni. La quarta sezione racconta la storia del Premio della Repubblica, voluto dal governo italiano di Alcide de Gasperi e la quinta sezione mostra le fotografie conservate nel Fondo fotografico dell’Ufficio stampa del Comune di Ravenna scattate nelle due occasioni di celebrazione della nascita della Repubblica: 2 giugno 1976 e 2 giugno 1996.
La mostra avrà una versione digitale nelle pagine delle Collezioni digitali classensi.