La Biblioteca Classense conserva una pregevole collezione artistica costituita nel corso del tempo a partire dal nucleo originario delle opere d’arte commissionate dai padri camaldolesi: alla loro sensibilità per l’arte si devono molti dei capolavori classensi attribuibili ad alcuni tra i migliori artisti romagnoli tra Cinquecento e Settecento, da Luca Longhi, a Cesare Pronti, ai Barbiani, a Francesco Mancini, le cui opere sono distribuite negli ambienti più prestigiosi della Biblioteca, ne sottolineano l’aspetto monumentale e testimoniano i momenti più alti della produzione artistica locale.

Tra le opere più significative è da ricordare il dipinto che raffigura Le nozze di Cana di Luca Longhi (1507-1580), realizzato nel 1580 su committenza dell’abate Pietro Bagnoli, vero gioiello della quadreria classense. Al collezionismo camaldolese si deve anche la raccolta numismatica, sebbene assai modificata rispetto alla consistenza originaria, a causa dell’introduzione di raccolte successive e del trasferimento della maggior parte dei pezzi al Museo Nazionale di Ravenna.
Dopo il 1804, anno che segna la trasformazione dell’abbazia classense in biblioteca pubblica, acquisizioni del patrimonio di altri monasteri cittadini, acquisti e donazioni incrementano non solo il patrimonio librario ma anche quello storico-artistico: di provenienza ignota ma certamente religiosa è la tavola del primo Cinquecento che raffigura La Madonna col Bambino e i santi Cristoforo e Gerolamo, ora esposta nel Corridoio Grande della biblioteca e dalla quadreria Spreti giungono dipinti di Arcangelo Resani e, ancora, di Cesare Pronti.
Oltre a quella artistica, la collezione classense ha soprattutto un’importante valenza documentaria, come memoria della storia della città e dei personaggi che vi operarono: conserva, ad esempio, la serie di ritratti degli eruditi e degli storiografi ravennati (Andrea Agnello, Vincenzo Carrari, Girolamo Rossi, per citarne alcuni) e il dipinto raffigurante l’architetto Camillo Morigia. Infine tra le acquisizioni novecentesche, il bel ritratto del critico letterario Giuseppe Lesca, realizzato dal pittore Edgardo Saporetti (1868-1909), e la Battaglia del Risorgimento italiano, opera di Giulio Ruffini (1921-2011).

Comune di Ravenna
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